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Brevi note di botanica medicinale di Martino Anzi
di STEFANO E SILVIA ERICINI
Il prof. Martino Anzi nacque a Bormio il 31 gennaio 1812 da Cristoforo
e Domenica De Gasperi. Intraprese gli studi nel ginnasio comunale di Bormio,
proseguendo poi a Brescia, quindi a Bergamo, e conseguendo onorevoli attestati
(che la famiglia conserva ancora, gelosamente). Acquisita la maturità,
iniziò il corso teologico il 14 marzo 1835.
Brevi note di botanica medicinale stralciate da un manoscritto inedito dell’insigne botanico bormiese professore don Martino Anzi (Va segnalato che nella trascrizione dattiloscritta sono stati pedissequamente riportati accanto ad alcune “note” dei simboli particolari: puntini e uguali disposti dall’autore in varie combinazioni, il cui significato rimane purtroppo oscuro.) Oftalmia. In qualunque oftalmia, si tenga il paziente in luogo scuro, evitare l’aria e ciò che muove le lacrime. Acqua fredda, chiara d’uovo in acqua di rose bianche. Macchie alla cornea: contro la nuvoletta. Alito del finocchio mangiato, colliri con zafferano e canfora aggiunti alle acque di finocchio, di fiori di sambuco, di erba eufrasia. Macchie della cornea. Latte espresso dal tarassaco fresco e se opera con troppa forza, con acqua di rose espresse. Se con grave insensibilità: celidonia maggiore, succo fresco o espresso sciolto nell’acqua, in collirio; digitale estratto, in acqua di rose, applicato. Denti, dolori da carie. Oppio o gocce d’olio di garofano. A nettare il tartaro: panbruciato, fragole; ossa di vitello bruciate, sal marino, scorza di limone. Odontalgia reumatica: radice di achillea ptarmica, masticata, radice d’imperatoria e del Laserpitium. Angina, forma leggera. Gargarismi di foglie del Mespilus germanicus C., e d’issopo. Putrida e cancrenosa: collutorio di Teucrium scordium fresco. Maligna, strettezza di respiro: suffumigi di aceto puro. Putrida e maligna con o senza scarlattina: peperoni internamente o gargarismi. Singhiozzo ordinario: bere lentamente o lasciar fondere in bocca un pezzetto di zucchero. Ambliopia, indebolimento o oscuramento della vista, da lettura: alito della ruta masticata; vapore del suo decotto per imbuto. Traumatica: fomentazione di rosmarino come nell’oftalmia. Eufrasia officinalis internamente. Rossore, dolori e lacrimazione; rimedio: cataplasma, lozioni di aceto diluito. Cisp(os)ità; rimedio: la guarisce il tempo. Lavare gli occhi con acqua di finocchio, e di eufrasia con vino, acquavite, blandi purganti; vescicanti, setone, cauterio. Flusso fetente delle orecchie: estratto di camomilla sciolto nell’acqua, iniettato, come rimedio. Sordità, da cerume indurito: olio d’oliva a gocce; poi latte caldo e acqua iniettato. Acqua tiepida. Con secchezza del meato e indurimento del cerume: pezzettino di sapone nel meato e soluzione saponosa nel latte. Diminuzione d’udito con sussurro violento, da raffreddamento; rimedio: vescicanti dietro, poi pane caldo cotto con un cucchiaio di semi del Carum carvi, bacche di ginepro fino al suo raffreddamento (per più giorni). Stitichezza abituale; da somma debolezza muscolare; rimedio: rabarbaro. Gengive che mandano sangue; rimedio: polvere di ratania; idem rilassante con ulcere e alito fetente; rimedio: collutorio con salvia. Angina parotidea e maligna; rimedio: canfora. Idrocefalo e spina bifessa. Regime dietetico: cibo leggero e piccante, bevande scarsissime, decozioni di bardana, leggero esercizio se possibile, ecc. (diuretici, rilassanti l’alvo, gialappa, sciroppo di cicoria con rabarbaro), di spin cervino ripresi dopo alcuni giorni; frattanto ossimele, vino scillitico, succo di petroselino, o di luppoli, gemma ammoniaco, decozione di Rubia tinctoria, di ginepro, conserva delle sue bacche e dei frutti della rosa canina, ecc. Se somma atonia dei solidi: tonici. Se il tumore scema, aggiungi frizioni, fomenti aromatici e fasci a sostenere il tumore; cauterio alla nuca, o setone, o vescicanti di cantaridi. Non mai tagliare il tumore della spina ad osso sacro: ed al setone, l’acqua uscirà soltanto a gocce. Nell’interno acuto e veemente, che è quasi incurabile; nell’esterno, cura chirurgica, con la cura interna. Flictenside o pemfigo. Consiste in bolle grosse come nocciole, gonfie di siero giallo, con grande ardore e prurito, che vengono prima alla faccia, collo. Sia benigno che maligno è pericoloso per pericolo di cancrena. Se febbre veemente: salasso di principio (composto d’angelica, imperatoria, enula, zedoaria, ruta, salvia, bacche di ginepro, ecc. digerite con aceto ottimo, spremute e filtrate), antisettici con acidi: china. Rompere con la forbice le bolle, se non si rompono da sé. Se con angina maligna o ulcerosa, applicare i rimedi appropriati per le forme di angina maligna e ulcerosa. Mancanza di energia vitale: vaniglia. Orecchioni o tumore delle ghiandole parotidi. Diluenti antiflogistici, vitto tenue, fomenti ammollienti; cataplasma di pane, latte, malva o di semplice polpa di pomo (mele) dolci. Angine catarrali leggere, e altre malattie della bocca: leggere ad astringere blandamente, decozione di bottoni di rose, anche aggiunti ai gargarismi; al principio: tintura di pimpinella sassifraga, gocce 20 - 60, inghiottire lentamente. Angine abituali: gargarismi con decotto di salice. Emottisi (sua cura): panini con aceto freddo sul petto e ventre. Sale con zuccaro, ecc. Radice di simfito officinale, decotto ridotto alla metà. Succo di radice di tarassaco o erba dello stesso; decozione di Campeggio, succo prugnale (brùmol) 4 ogni ora. Emottisi degli etici (sua cura): succo di Plantago latifolia. Infezioni di gola da atonia, afte: gargarismi di aceto, con salvia, china. Tabe dorsale (con senso di formiche discendenti dal capo nella spina), spermatorrea nell’evacuare il corpo e di notte. Purganti: siero (sarón), latte asinino, poi vaccino per 40 giorni in copia; per cena carni tenere, uccelli, uova fresche, fomenti, bagni tiepidi; china, ferro. Cistite = infiammazione della vescica.
Ritenzione: api 10 - 12 fatte cadere nell’acqua, messe in un vaso, versatevi sopra acqua bollente, infusione per mezz’ora. L’acqua decantata bevuta in un colpo: guarigione pronta. Ritenzione da raffreddamento: frizioni di canfora, messa nel olio di mandorle dolci (dall’inguine al ginocchio). Ritenzione e mal di pietra: Androsace lactea. Ritenzione per paralisi nei vecchi: blenorrea dell’uretra e vagina; congestioni mucose renali e vescicali: a impedire la pietra; diuretico nei vecchi; corrobora gli organi orinari; senza irritazione e flogosi: bacche di ginepro. Impotenza di orinare per rilassamento e polluzioni da debolezza dei genitali: Uva ursina. Paralisi: frizione pelle cosce, con canfora e salvia. In tutte le dissurie e iscurie: decotto di altea. Difficoltà di orinare: decotto di malva internamente, Erigeron canadensis. Ematuria, iscuria da calcoli renali: decozione di foglie secche del pesco (persico). Emorragia orinaria e dell’utero: decozione di Achillea ptarmica. Emorragia della vescica: olio di lino con rabarbaro e gomma arabica. Enuresi da paralisi della vescica e affezioni paralitiche delle vie orinarie: aconito. Incontinenza da rilassamento dello sfintere: decotto di quercia. Bruciori d’orina: infuso di barba di mais (se verde in minor dose). Catarro: infusione satura di millefoglio. Ai soggetti al mal della pietra: in cibo, cavolo bianco ordinario, radici di carota e succo recente e decotto di Pastinaca sativa. Affezioni di pietra: camomilla, siero, foglie di calùda (mirtillo
rosso o Vaccinium vitis).
Litiasi: acquavite di fragole. Affezione dolorosa degli organi orinari: empiastro di josciamo e linimento col suo olio. Renella rossa, tendenza ai calcoli, litiasi, acidità delle orine, diabete: magnesia. Nei vizi di digestione, debolezza intestinale: decozione o infusione di trifoglio fibrino. Cattiva digestione; acidi; zavorre; se debolezza dei visceri addominali:
cime fiorite d’assenzio.
Accessi di dispepsia (cattiva digestione): noce moscata. Atonia: imperatoria. Difficili digestioni; appetito distrutto: scorza di portogallo. A rinforzare la digestione, eccitare l’appetito, cacciare le flatuosità:
infuso-tintura di ginepro.
A rinforzar le forze gastriche ai convalescenti: infuso di gariofillata a cucchiai. Nelle indigestioni: decotto di nepeta cataria. Ad agevolare la digestione ed aumentare l’appetito nei flemmatici: genziana a piccole dosi (non per molto tempo). Infezione della vescica e reni: emulsione di semi di canapa. Se da congestioni epatiche della vena porta: zafferano; internamente. Nella pirrosità e atrofia da ingrossamenti ghiandolari: arnica. Con rammollimento o indurimento di parte del fegato: decotto di foglie o radici di Saponaria officinalis. Debolezza di stomaco: Calamintha off(icinalis), infusione di Marrubium
vulgare. Tazza d’infusione o cucchiaiate di gelatina di lichene islandico,
avanti il pasto.
Respiro, accessi notturni di soffocazione: infuso di Veronica officinalis a tazze. Alterazione della voce (parafonia): succo o infuso di erba di Erysimum officinale. Afonia: Lavandula spica e latifolia. Ostruzione di genere vario, congesti: cataplasmi di radice di Convallaria polygonatum. Delle ghiandole: succo recente di edera terrestre. Gotta; atonica e podagra e ulceri padagrose: frizioni con olio di merluzzo. Podagra; a mitigarne i dolori: fichi ammolliti nel latte, freschi o
secchi, tagliati per mezzo. Cataplasma di buon enrico, cùgul
de montàgna.
Irritazione cerebrale e suo delirio: aberrazione degli organi dei sensi, senza congestione al capo: muschio. Letargia: flagellazione con le ortiche. Commozione cerebrale: fomentazioni col vino, rasi i capelli. Astenie universali e irritazione: infuso concentrato d’Origanum vulgare. Rilassatezza delle membrane mucose e vasi linfatici: decozione concentrata di Uva ursi. Agli sfiniti e tisici: minestra di riso con latte o brodo. Pleurite: cataplasma al petto con farina di semi di Lolium temulentum, frizioni alla parte dolente con unguento di gemme di pioppo. Semi di Cardeius marianes. Diuretici nelle idropisie: aglio, cren, rad(ice) del pungitopo, in decozione, poltiglia di cipolla pasta sul ventre e nell’ascite. Coronilla varia, gr. 20 al giorno, radice di Athamanta cervaria; insalata con olio e aceto, di foglie di Sambucus nigra e sua radice. Radice di Ononis spinosa in decozione, fumenti con panni, con fumo di bacche di ginepro e sue frizioni. Decozioni di Equisetum arvense. Debolezza del tubo intestinale e conseguenti malattie: decozione o infuso di trifoglio fibrino. Leggeri accessi nervosi: the di fiori e foglie di Primula veris. In alcune affezioni nervose di donne delicate: bagni di saponaria. Malattie nervose da studio profondo, tristezza, alimenti soverchi e pasti: riposo Nevropatie da ostruzioni al basso ventre: miele.
Tremore delle membra, torpore, vertigini, paralisi: arcangelica in forte dose. Insulti nervosi con febbre intermittente: decotto di quassia. Paralisi della lingua: radice di piretro, Achillea ptarmica o Pimpinella saxifraga, masticato o decotto di quest’ultima, tenuti in bocca. Nella lingua e organi della deglutizione e condotto intestinale: senape masticata e gargarismi. Nelle estremità inferiori, da reumatismo: grammi 5, per 3 volte al giorno di polvere (di) erba Rhododendrum ferrugin(eum). Gradatamente ai grammi 35. Artrite: decotto di gramigna; di bardana, a letto, digiuno. Cibo: carote, caffè, the con bacche di ginepro, uso frequente, sussidiario anche esternamente. Cecità della neve: laudano. Epistassi: polvere del Symphytum officinale, annusata. Catarri: Ruta muraria. Mali di petto catarrali, con irritazione, catarri cronici: decozione
di gramigna (Triticum repens).
Nell’atonia dei polmoni: the d’issopo officinale. Espettorante e corroborante nelle malattie croniche di petto: decotto
di Polygala amara.
A scemare gli stimoli lascivi: canfora allo scroto, lungamente.
Diarree marciose: pén (latticello); con sommo rilassamento: cioccolato;
radice di cinquefoglie in decozione.
Vene varicose: aceto e fasciatura. Nell’irritazione del sistema vascolare, e pletora addominale; e disposizione del sangue ad infezioni e al coagulo: tarassaco. Tosse ferina: polvere di Paris quadrifolia, scrup(olosamente) uno ogni sera (erba). Frizioni al petto con tintura di cantaridi. Sinapis al petto ed epigastrico. Pertosse: Polygala amara, menta. Flogosi tifoidee, con flatulenze, nausee, vomito: menta piperita. A togliere l’insensatezza dopo le febbri tifoidee: pannolino inzuppato in infuso vinoso di spec(ie) aromat(iche) applicato sul capo. A distruggere la materia morbosa: fomenti sul petto, con panni di soluzione canforata e fumigazioni. In generale: lavanda; cataplasmi al basso ventre di feccia di birra, e avena mandata, con clistere di schiuma di birra. Preservativi, come diaforetici: canfora con oppio, bagno caldo, riposo
in letto.
Nelle putrido tifoidee: infusione di arcangelica nell’acqua. Anche nei luoghi paludosi: aglio bulbi 1,5, mattina e sera. Emorragia colliquat(iva) del tifo, quando per tosse, diarree, non è tollerato l’acido solfori(co): allume. A sciogliere il muco tenace, e febbri gastriche: rabarbaro. Febbri biliose: brùmol (frutti del(la) Prunus spinosa) invece
del tamarindo.
In ogni tipo di febbre: decozioni di gramigna, ridotte a metà a tazze da the. Atassiche: spenta la flogosi delle meningi, encefaliche e spinali; ad assorbire la sierosità del cervello: arcangelica. Accessi spasmodici isterici: infuso saturo di millofoglio. A mitigare le eruttazioni acide dopo il pasto: acqua di zucchero. In generale: decotto di gramigna se sopportata, imperantoria, Laserpitium asperum, o latifolium, trifoglio fibrino, sugo di tarassaco, di fumaria, di radice di cicoria, Tanacetum vulgare, melissa, vino, uva. Da cause addominali: bagni con sale. Sordità reumatica: bambagia con succo d’aglio nelle orecchie; promuove una suppurazione salutare. Angine di petto: in generale, Asperula cynanchica, pezzetto di canfora
al naso, bocca, occhi. Alsine media applicata fresca.
Tosse convulsa: erba del Muscj arborei.
Diarrea astenica: radice del Laserpitium asperum o latifolium. Diarrea da somma debolezza intestinale: pappina del rhum, zucchero, tuorlo, 4 - 8 cucchiaini ogni giorno. Varici dell’ano: Stramonio, josciamo nero, cataplasmi di buon enrico.
Stitichezza ostinata: olio di ricino con succo d’arancio; assafetida; clisteri di graziola, camminare a piedi nudi su pavimento freddo. (Folh) Sapone con fiele di bue, gomma resina fetida, amari solventi, ecc. Purganti: Rumex alpinus, radice dramme una.
Stitichezza con stato spasmodico ed emorragie intestinali: olio di linosa. Carminativo dei fanciulli: menta crespa. Colica biliosa: manna, o sughero perfettamente bruciato, con cucchiaino d’acquavite, zucchero e noce moscata. Meteorismo: (1° stadio di timpanite): lozioni, bagni, fomenti di vino. Timpanite: clisteri d’aceto. Spasmi addominali: 01. Absinthii ether.
Colica saturnina, da biacca dei pittori; e profilattico: aceto acqua saponata, albume d’uovo; latte. Da veleni astringenti: piombo, arsenico: olio di ricino con oppio. Amenorrea da commozioni d’animo: artemisia; e da inerzia d’utero: tisana
usuale, tonico astringente dell’utero: cannella.
Parti indebolite; gambe dei vecchi, per infiltramento: fomentazioni di rosmarino, salvia. Emiplegia: belladonna; dopo la scarlattina: Chenopodium ambrosioides.
Paralisi in generale: ruggine; rubefaciente mezereo, elleboro bianco; olio di garofani, frizioni d’olio Juniperi ether, con spirito di ginepro. Nefrite; cura: non canfora né cantaridi. Bevande tiepide a sorsi
interrotti, evitare il calore del letto, e il decubito del dorso. Si modera
il vomito sintomatico con emulsioni arab(iche) e bevande tiepide; linimento
d’olio blandamente fatto; da principio non da calcoli: poi tiepidi emollienti,
semicupio, emuls(ioni) arabiche, tisana d’orzo, radice di saponaria con
miele. Senapismi ai reni.
Infezioni della vescica e reni: emulsione di semi di canapa. Mestruazioni copiose: succo di prugnale (brùmol), dr(agma) 1 ogni ora Paterium sanguisorba. Mesi troppo scarsi, o troppo copiosi nelle giovani: the leggeri di millefoglio
con camomilla e melissa; infuso di Salvia officinalis.
L'uso dei semplici: superstizione popolare?
Dott.ssa ROSANNA PIUSELLI
Esaminando le note di botanica medicinale di Martino Anzi, datate verso
l’anno 1840 circa, ciò che si evidenzia è che di note, appunto,
si tratta. Ordinate secondo un criterio clinico (i diversi disturbi sono
raggruppati per organi ed apparati), molto stringate, con richiami e aggiunte
sparsi nelle pagine; verrebbe da pensare che sono state affidate alla carta
con l'intenzione, chissà, di ricavarne un'opera più completa,
oppure forse rispondevano soltanto a una esigenza di consultazione veloce.
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