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Un evento «miracoloso» a Fumero nel
1687
a cura di DARIO COSSI A Bormio, nella contrada di Combo, su un dosso appena accennato, sorge il piccolo santuario della Madonna del Sassello, ovvero della Pazienza, di proprietà privata (1). La Chiesa, originariamente dedicata a Santa Maria Elisabetta, esisteva già nel 1398 e venne consacrata il 1° ottobre 1405 (2). Nel 1684 l’edificio venne ampliato ad opera del curato beneficiario Baldassarre Bellotti. All’interno si allineano alle pareti numerosi ex voto dei tempi passati. Quello che molto probabilmente per primo balzerà agli occhi del è costituito da un dipinto datato l’anno 1687 che ritrae una donna in mezzo alle rocce e un uomo (il marito) in posizione sottostante vicino a un ponte e a una baita, soprattutto perché il quadretto riporta in calce una nota che riassume le singolari circostanze ritenute miracolose, a quei tempi del miracoloso intervento della Vergine Maria: Maria moglie di Stefano Mazzetta della Cura di Frontale e Fumero in
Valle Tellina inferma et abbandonata di ogni aiuto e sostegno humano a
caso portatasi li 31 Marzo a hora 14 1687 su l’alto e sassoso monte sopra
il Bosco Scuro nella Valle di Rezzel sotto la pendenza d’un sasso a Ciel
scoperto senza alimento fuor che di pura neve, giorno e notte fra intolerabili
freddi, nevi e geli noti e sperimentati in quella stagione, ivi dimorò
sino li 9 Aprile a hore 22 del anno suddetto dove fu ritrovata viva e ben
stante e ricondotta alla casa di suo marito in Fumero con incredibil e
generale stupore manifestò et oggidì li settembre 1687 ancor
vivente manifesta esser stata ivi conservata in vita per gratia particolare
della Madonna della Sassella hor detta della Pazienza situata in Bormio
a cui fra quei sassosi dirupi si votò come pure suo marito in detto
tempo privo di detta sua moglie fu fatto voto per la medema d’una messa
da celebrarsi in detta chiesa ivi perciò celebrata attribuendosi
anco detta gratia al SS. Rosario che seco haveva et al Santo habitino del
Carmine che in tal congiuntura detta Maria haveva pendente al collo et
unitamente alle horationi delle Anime del Purgatorio per le quali detto
Stefano in tal travaglio e privatione fecce celebrare molte messe il che
sii a maggior Gloria di Dio et a consolatione et augmento della pietà
de veri Devoti di Nostra Signora et Avocata etc.
Presso l’Archivio Storico di Bormio, nel fondo Peloni, è conservata
una relatione a firma del prete Baldassarre Bellotti, allora curato di
Frontale, che descrive e commenta l’evento relativo proprio al citato ex
voto.
I.M.I. Vera relatione d'un nuovo e prodigioso avvenimento accaduto nella Cura
di Frontale, e Fumero in Valtellina, etc. a maggior gloria di Dio, e della
sua Santissima Genitrice sicuro asilo e refugio degli afflitti, etc.
Maria, moglie di Stefano Mazzetta del luogo suddetto di Fumero, molto
divota a Nostra Signora, li 31 Marzo a hore 14 (3) in circa del Anno corrente
1687, spinta dalla forza e vehemenza d'una sua grave e longa infermità,
sola et incognitamente in tempo della Messa Parocchiale, absente suo marito,
si portò casualmente, e subito su l'alto, erto, e sassoso monte
in cima, e sopra il Bosco Scuro nella Valle di Rezzel territorio della
stessa Cura, dove ricoveratasi sotto una picciola pendenza di cornuto sasso
a Ciel scoperto senza alcun alimento, ne cibo, fuor che di pura neve che
li sembrava zuccharo, o manna, giorno e notte di continuo tra intolerabili
freddi, nevi, e geli noti e sperimentati in quei tempi, e sopra quelle
cime montuose et alpestri, ivi per sempre senza patire né fame,
né sete, né freddo, etc. come attesta, dimorò sino
li 9 Aprile a hore 22 in circa dell'Anno suddetto senza scorgersi vesticio,
né traccia di piede umano nella nova neve caduta il giorno doppo
detta sua partenza il primo d'Aprile suddetto, che ivi si corricò,
al medesimo luogo sassoso, sin che doppo in darno più giorni con
diligenza ricercata per quei dirupi e balze e già per essa naturalmente
e con commun consenso giudicata morta, celebrato l'officio del suo obito,
il giorno precedente li 8 suddetto, contro l'universale aspettatione, a
caso fu li 9 suddetto a dette hore 22 con incredibil stupore viva e sana,
senza che il pristino suo sembiante havesse molestia patito, anzi più
vigoroso, ritrovata dal detto marito chiamato dalla medema dal altezza
di quella rupe correlativa, et al dirimpetto di una sua montana maggione
giù in detta Valle ove si dice alla Pontela (4), dove si condusse
l'istesso giorno per Divina dispositione per condur fieno alla propria
habitatione di Fumero, e la stessa ritrovata con incredibil consolatione
di suo Marito e ricondotta alla propria casa manifestò, et hoggidì
li Maggio del 87 suddetto ancora vivente manifesta che la Gran Madre di
Dio che de suoi clienti tiene particolar protettione, l'ha in tal tempo
e luogo conservata in vita, riconoscendo ciò con suo Marito, et
attribuendo a gratia specialissima della Madonna della Sassella hor detta
della Patienza di Bormio, a cui fra quei sassosi dirupi più volte
il giorno con gran fiducia ivi dimorando si votò come pur anco suo
Marito in detto tempo con molta caldezza a detta Chiesa, e Madonna la raccomandò
con voto di una messa ivi perciò celebrata, e di personalmente visitarla
con detta sua moglie, quando fosse gratiato di ritrovarla viva etc. attribuendo
anco detta gratia al Santo abitino (5) del carmine che in tal congiuntura
haveva pendente al collo. Ecco la particolar cura della materna sollecitudine,
che la Reina del Cielo hoggidì tiene de suoi veri devoti, che a
lei con confidenza filiale ne suoi urgenti bisogni ricorrono etc. Ecco
parimente averato l'epiteto datole da Matteo Filadelfo, che la chiamò
Spes Miserorum etc. unica speranza de più miseri, e derrelitti,
che d'ogni altro rifugio sono destituti etc. Che se noi ancora da dovero
viveremo sotto gli auspici delle sua protettione, se giungeremo alla felicità
d'esser nel registro de suoi veri devoti, e servi arrolati, potremo spogliar
l'anima d'ogni timore contro ogni più calamitoso avenimento e vivere
speranzosi e sicuri del suo potente patrocinio in ogni nostro bisogno et
infortunio in questa vita, e con certa fiducia sia per prepararci nell'altra
il godimento de gl'eterni gaudij etc.
Io Prete Baldassarro Bellotti (6) Curato di Frontale e Fumero suddetti,
sinceramente e senza alteratione etc. come ben'instrutto et informato della
verità del suddetto avenimento historialmente a consolatione et
augmento della pietà de veri devoti di Maria, ho stimato spediente
manifestarlo a Fedeli etc. non come esaminato et approvato dalla S.Sede
Apostolica o da miei Superiori, ma solo come historia humana, qual dalla
fede d'un Autor solo per hora sortisca il vigore, sin che resti approvato,
visis videndis etc. con l'autentica de Superiori, quibus etc.
NOTE:
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