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La distribuzione dell'acqua nel comune di Sondalo

GRAZIELLA PINI

Dal medioevo e fino alla metà del secolo scorso, nel territorio del Comune di Sondalo, come anche nei comuni limitrofi, era in uso dare acqua ai fondi prativi attraverso la tecnica attualmente denominata “irrigazione per scorrimento”, al fine di alimentare costantemente i terreni e favorire una buona fienagione.
Detta tecnica consisteva nel deviare artificialmente i corsi d’acqua di torrenti e grosse rogge (rö?gia de chèmp), per farla affluire nei terreni attraverso delle piccole rogge (rö?gia), scavate sulle linee di confine tra le diverse proprietà (finènza). Quando il prato doveva essere irrigato, era sufficiente porre in determinati punti della roggia una portella di ferro o una piatta, per bloccare il corso d’acqua e farla esondare sul prato.
Chiaramente, questo sistema non consentiva di irrigare contemporaneamente più fondi, né l’acqua a disposizione poteva essere sufficiente per tutti, quindi, per evitare litigi e discussioni tra i proprietari, furono appositamente istituiti dei Consorzi (ogni acquedotto aveva il proprio), aventi lo scopo di riunire e accordare tutti gli utenti, nonché di disciplinare e regolamentare lo sfruttamento e la manutenzione degli acquedotti.
Detti Consorzi stabilirono pertanto dei veri e propri turni - denominati “sorti” - di utilizzo delle acque, e ogni proprietario poteva provvedere all’irrigazione dei prati solo nei giorni e negli orari di propria spettanza, determinati e assegnati dalla Commissione Consortile di appartenenza. Era severamente vietato usurpare l’utilizzo dell’acqua ad altre persone, e chi violava questo principio veniva punito ai sensi del Codice Penale, proporzionalmente al danno causato e alle ore usurpate.
Già dal 1500, nel territorio di Sondalo, venivano sfruttati più corsi d’acqua, in modo da coprire integralmente il fabbisogno idrico della superficie prativa del paese. Gli acquedotti principali, utilizzati ai soli fini agricoli, erano tre, e  - secondo l’appartenenza al bacino d’utenza di ognuno di essi - i proprietari erano tenuti alla loro manutenzione e al rispetto dei turni d’irrigazione stabiliti, che avevano inizio i primi di maggio e terminavano a metà ottobre, in  corrispondenza del periodo in cui venivano effettuati i lavori agricoli legati alla raccolta del fieno.

Gli acquedotti erano i seguenti:

Rendenago (Acque provenienti dall’omonimo torrente): copriva i fabbisogni di tutta la Terra Minore (porzione del paese posta a destra del torrente Rio);

Altasco e Rivolo (Acque provenienti dall’alpeggio Alt e dal torrente Rio): alimentava i fondi di Escio, Montefeleito, Pradel e Solezzo, nonché quelli di Sondalo Centro fino alla località Casello (zona nei pressi del Mot de Penza);

Campo Sondalino (Acque provenienti dai Mulini di Mondadizza sul fiume Adda – e, solo in caso di carenza idrica – dal torrente Lenasco): serviva tutta la porzione prativa della sponda sinistra dell’Adda, partendo dai Mulini di Mondadizza e arrivando fino alla zona dei Brochetin, di Cassandra e Piazzaneda (situate a Bolladore, dove ha inizio la mulattiera che porta a Taronno).

Oltre a questi acquedotti, c’erano anche tre grosse roggie, che però venivano sfruttate anche per l’alimentazione degli opifici esistenti:

Roggia dei Rami: copriva la zona da Gualar (dove attualmente si trova il silos del quarzo) fino all’Albergo delle Alpi;

Roggia di Pradella: serviva la zona compresa tra Dossa (a monte del Ponte di San Rocco) e la Contrada Zucconi (Abitazione della famiglia “Mau”). Le acque di questa importante roggia erano sfruttate per l’alimentazione dei Mulini alle Case di Pradella, di una fucina e di una segheria.

Roggia Menini: soddisfaceva i bisogni di un territorio meno esteso dei precedenti: dalle case di Pradella fino al Ponte di Bolladore. Alimentava anche la segheria al Ponte e una fucina.

Per curiosità storica e a titolo esemplificativo di quanto fin’ora spiegato, è interessante pubblicare la copia e riportare fedelmente il contenuto di due vecchi manoscritti, di proprietà del Sig. Muscetti Martino.
Nel primo, possiamo vedere come venivano definite le “sorti” dell’acqua prelevata dal Torrente Rendenago, e di come venivano effettuate le assegnazioni agli abitanti della contrada denominata “Terra Minore” alla fine del 1700:

Sorti dell’Aqua di Rendenago da incominciarsi il primo Lunedì d’Aprile, aggiustata l’anno 1791 in Giugno dalli inclusi Consorti di detta Aqua, costretti da una grida publicata ed affirmata anno e mese suddetto.
Formato da me P. Giambatta Cardoni, e Sig. D.re Giuseppe de Mazzetti.
 
Lunedì
Gabriele Dal Pozzo in Prausone
ore 13
Carlo Garavatti alle Scarelle
ore 8
Franco Zappa nel prato Simonino
ore 3
24
Martedì
Franco Zappa alle Scarelle
ore 5
Il Sud.o nel prato Morzatto
ore 3
Il Sud.o per il Suffragio
ore 4
Il Sud.o per il Sig. Mora
ore 4
Il Sud.o in Pasquale
ore 8
24 e ½
NB, che la mezz’ora di più, osia, che manca di sopra, la prende nella sorte del mercoledì, che è quella mezz’ora segnata a Franco Zappa.
Mercoledì Eredi Cardoni nella Pallada
ore 16
Li medesimi nel Piazzo del Tellè
ore 1 e ¼
Li sud.i in Pasquale
ore 3
Steffano Sozzone nella Ruina
ore 2
Vincenzo Peito nel Piazzo
ore 1 e ¼
A Franco Zappa mezz’ora
ore ½
24
Giovedì
*** Bernardo Greco nell’Arestivo
ore 4
La Scolastica Maggiore ivi
ore………..
Eredi quondam Andrea Muscetti ivi 
ore………..
Franco Fanti con Maddalena Fanti per metà, e Carlo quondam Giacomo Fanti in solidum nelle Ruine, se la Com.tà li farà vendita di esse Ruine, e non altrimenti 
ore 4
Antonio Cenino nel Pizzo
ore 4 e ¾
Il Sig. D.re Giuseppe Mazzetti nelle Ruine
ore 4 e ½
M.a Pilotta moglie di Isacco Musetti Nelle Ruine di Pasquale
ore 2
ore 24
Venerdì (Cesura
Eredi Tognolatti
ore 2 e ¾
Franco Valmadre
ore 2 e ¼
Eredi quondam Batta Pozzi
ore 2 e ¼
La madre de sud.i nell’ Arestivo
ore 3 e ¾
Eredi Togni
ore 4 e ½
Lorenzo Simonello 
ore 1
Giacomo Zappa
ore 2 e ½
Bernardo Valmadre
ore 3
Filippo Pozzi nelle Ruine
ore 2
ore 24
I tre quarti d’ora d’aqua, che avanzano dal sabbato si concedono al Sig. D.re Giuseppe De Mazzetti nella Ruina acquistata da Filippo Pozzi.
Sabbato
Bernardo Valmadre
ore 10 e ½
La Parrochiale
ore 2 e ½
La Vedova del quondam Bortolomeo Bettini
ore 1
Anna M.a quondam Marco Castelli
ore 4
M.o Batta Castelli
ore 2 e ½
Marco quondam Steffano Castelli
ore 1 e ½
Lorenzo quondam Steffano Castelli
ore 1 e ¼
ore 23 e ¼
La Domenica si lascia in libertà, ma però si è convenuto che si lasci venire in giù sino dopo i Vespri.

Il secondo, più recente (1916), riporta un breve sunto storico dell’Acquedotto dell’Altasco, e dei motivi per cui fu richiesto il riordinamento del relativo Consorzio. Detto documento fu redatto al fine di ottenere dal Genio Civile il permesso di continuare a prelevare l’acqua della valle per le irrigazioni, in quanto nel 1915 le Autorità Militari ed il Genio stesso ne proibirono l’utilizzo, ritenendo lo sfruttamento in questione la causa di frane e rovine.

Breve cenno storico dell’Acquedotto d’Altasco e motivi per cui fu richiesto il riordinamento del Consorzio dell’Acqua derivante da detta valle, nel versante di Sondalo.

Già da molti anni si presentava il bisogno di provvedere al riordinamento del Consorzio dell’acqua irrigatoria derivante dalla Valle Altasco, pei prati di Escio, Solezzo, Pradello e Sondalo, per i seguenti motivi:
1) Perché il tratto di acquedotto che da Mottacroce percorre sino alla Valle, era sostenuto in varie parti da muri che per la loro vetustà erano cadenti, con pericolo di franamento, e fu per questo che il comitato Forestale, l’anno 1898 aveva impartito l’ordine di eseguire riparazioni necessarie, del resto, avrebbe impedito la derivazione d’acqua.
2) Essendo già 246 anni che esisteva il riparto dell’acqua in parola, ed al presente, in molte località non serviva più allo scopo, per il fatto che da allora a quest’epoca, per le successioni, spezzamenti e vendite, si cambiarono molte ditte, e perciò succedevano sempre delle discordie, abusi, prepotenze ecc. Quindi allo scopo di provvedere per tali inconvenienti, gli interessati, in numero di 69, fecero domanda scritta al Sig. Sindaco locale affinché convocasse ogni interessato in legale adunanza per deliberare sui bisogni odierni ed importanti al consorzio.
Il Sig. Sindaco fece avvertire per iscritto tutti gli interessati, che per il giorno 25 febbraio 1900, si trovassero nell’Uff. Com.le alle ore 12, per essere sentiti su materie a loro interessanti. Intervennero all’adunanza in n. di 71 gli utenti, e tutti in qualità di consorziati, o rappresentanti delegati, dei quali si unisce l’elenco allegato A – col nome  e casato di tutti i comparsi. I medesimi tennero in merito varie discussioni, e il Sig. Sindaco appoggiato sulla domanda a lui fatta, dopo sentite le ragioni tutte, li chiamò in attenzione, poscia, fece distribuire le schede in bianco, per la nomina dell’Amm.ne del Consorzio; indi passati alla votazione ed al relativo spoglio delle schede, uscirono eletti i seguenti:
1. Zappa Pietro fu Cristoforo  con voti 43
2. Zappa Giovanni fu Pietro  “      “    43
3. Garavatti Carlo fu Stefano  “      “    39
4. Dal Pozzo Carlo fu Gabriele  “       “   31
5. Garavatti Giacomo fu Bortolo Pradello  “        “  26
Il Sig. Sindaco presentò, a tutti, la domanda dei proprietari dei fondi prativi nel territorio di Pradello, perché questi, chiedevano ai consorziati la concessione d’acqua in una Domenica, cioè, la più prossima al turno di detta località, e questo, per il motivo che, alla Domenica, non era assegnata l’acqua in nessuna località, per il motivo che, in confronto al perticato, l’acqua era insufficiente pei fondi a Pradello. Tale domanda è unita al carteggio, allegato B, con esibizione di lire Cento, al Consorzio stesso.
Nel medesimo tempo, anche i proprietari, in maggioranza, dei prati a Roncale, chiesero verbalmente l’acqua dell’altra domenica - fra i quindici giorni del turno, da Escio a Sondalo, e dopo una discussione motivata, vennero interrogati individualmente; - e tutti presenti meno sette, dichiararono a voce di cedere l’acqua delle due Domeniche, nelle località Pradello e Roncale, mediante il pagamento di lire cinque per ogni ora d’acqua, calcolando però sole ventitre ore, per ogni Domenica, lasciando così un’ora vacante, per il tempo che l’acqua impiega a percorrere da Solezzo a Pradello e da Pradello a Sondalo. Per ultimo, l’adunanza medesima ha stabilito di dar principi al funzionamento dell’irrigazione, sui prati a Roncale, e così fu sciolta la seduta, incaricando poi la nominata Amm.ne di procedere con zelo, al restante da farsi, relativo al Consorzio stesso. Nel medesimo anno 1900, e precisamente in maggio, furono eseguite le opere di riparazione all’acquedotto, da Mottacroce alla Valle Altasco, internandola nella roccia.
Venne poscia completato il Registro dell’orario col turno di due volte  nel giorno e una nella notte, con indicazione dei numeri mappali, di ciascun fondo, col nome del proprietario – coi relativi tipi mappali uniti, e con l’annesso orario, affinché restasse a perenne memoria di tutti gli interessati. A tutti gli utenti fu consegnato un notes chiaro, del loro orario e giorno in cui gli spettava l’acqua d’irrigazione, su ogni loro fondo, e tutti l’accettarono benevolmente - con sentimento d’accordo e di unione. Contemporaneamente, tutti approvarono l’operato dell’Amministrazione e versarono la quota di pagamento ad ognuno toccata, in proporzione di orario, come risulta dai Registri di Riscossione e pagamenti, che si conserva col relativo carteggio.
A tutti è fatto obbligo di osservare scrupolosamente l’orario assegnatogli, e questo comincia colla I° Domenica di Maggio, sui prati a Roncale; poi – di seguito – come sta nel Registro degli scomparti – tanto per Sondalo, quanto per Montefeleito, salvo il caso che – non si possa avere l’acqua dalla Valle Altasco, per causa della neve o per altri impedimenti di forza superiore. Verificandosi tali fatti, l’acqua, appena giunta sul percorso, verrà coltivata su quei fondi prativi, il cui turno è in funzione; sempre partendo dalla prima Domenica di Maggio - come risulta dal Registro degli scomparti. E’ assolutamente proibito, ad ogni interessato e non interessato, di usurpare l’acqua in qualsiasi ora; e in tal caso, i violatori, saranno puniti a sensi del Codice penale e a norma del danno recato e orario di usurpazione.

In fede
La Commissione
F.ti Zappa Pietro
“   Garavatti Carlo
“   Zappa Giovanni

Questa copia fu tenuta in caso fosse smarito quando le furono date al Avvocato per il ricorso.

Il giorno 6 Marzo 1916 dato al Sig. Avvocato Lucini una copia del registro di riparto del acqua di Sondalo e altra copia riguardante Escio, Roncale, Solezzo e Pradello, più il cenno storico del Acquedotto dell’acqua derivante del Altasco di cui si è tenuta copia su questo foglio e ciò perché se ne serva per ottenere dal Genio Civile il permesso di levare ancora l’acqua da detta valle per l’irrigazione sul versante di Sondalo essendo stato vietato dalle Autorità Militari e Genio Civile l’estate scorsa 1915. Il registro di cui sopra di Sondalo era custodito da Zappa Pietro fu Cristoforo e l’atra copia era tenuta dallo scrivente Garavatti Carlo. L’incarico al Avvocato fu dato dai dirigenti il Sanatorio (il motivo per cui fu dato il divieto del corso dell’acqua fu un aquazone o temporale scatenato sulle pendici di questa valle e attribuito al canale che porta l’acqua a Mottacroce che portò la ruina a ostruire la strada nazionale alle Prese e fondiarie, motivo questo immaginario e non osservato ai distruttori del bosco).

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