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Brevi note su archivi e biblioteche storiche in Alta Valle
 

di ANTONELLA COLTURI
 

Patrimonio documentario di primaria importanza per la storia politica, amministrativa, economica e sociale della Comunità di Bormio è quello custodito presso il Municipio di Bormio.
Tale documentazione ha conosciuto in questi ultimi anni un sistematico lavoro di riordino e inventariazione, non ancora totalmente completato vista l’eccezionale ricchezza delle serie documentarie integre presenti, testimoni dell’antica complessità dell’Archivio della Comunità.
Si è giunti alla schedatura di 800 Quaterni consiliorum, parte membranacei, parte cartacei, dove troviamo trascritti i verbali delle deliberazioni dei consigli ordinari e generali del Communis Burmii; salvo rare eccezioni, mancano i Quaterni consiliorum precedenti il 1480, mentre li troviamo dopo tale data, con una certa continuità, sino al 1796, divisi, secondo la scansione dell’anno amministrativo per “sorte”, in sorti primaverili, estive, invernali.
Altra serie di rilevo è quella costituita da circa 650 Quaterni datorum et receptorum - 1347 / 1765 -, tenuti dai cancellieri di comunità che vi registrano e computano le entrate e le uscite comunali, la cui riscossione e il cui saldo vengono affidati al canipario maggiore che sovraintende così a tutta l’attività finanziaria del Comune.
Serie, senz’altro meno consistenti, ma non per questo meno importanti sono quelle date dai registri d’estimo - 1637 / 1796 - per la regolamentazione della cui stesura si può fare riferimento al cap. 90 degli Statuti Civili. De aestimo fiendo in Burmio, che stabilisce che sia fatta una perizia di tutti i beni mobili esistenti nel territorio di Bormio, tam in monte quam in plano, et tam in Burmio quam extra Burmium; dai quaderni degli incanti, delle esaminazioni, dei dazi, delle taglie, delle decime, delle biade, il cui lavoro di inventariazione è tuttora in corso.
Particolare attenzione nell’Archivio del Comune di Bormio merita il fondo processi (80 buste) costituito dai Quaterni inquisitonum riportanti veri e propri procedimenti penali e civili con sentenza finale, semplice, querele, indagini, deposizioni, notifiche, il tutto relativo al periodo che da metà del ‘500 alla fine del ‘700; di notevole importanza quelli relativi alla “caccia” alle streghe.
In Archivio risultano poi presenti 600 atti notarili in pergamena (sec. XIII - sec. XVIII), antiche copie degli statuti civile e criminali del Comune e copie dei libri iurium con privilegi, ordini, decreti concernenti il medesimo.
Fra “le carte” della Communitas Burmii conservate non può non essere qui menzionato il Quaternus eventariorum cartarum, databile 1335, antico inventario contenente i riassunti più o meno estesi di oltre 800 carta che interessano a diverso titolo detta Comunità; data la quasi totale perdita degli atti in esso inventariati - il più antico risulta essere una convenzione tra Bormio ed Eginone di Matsch, datato 1185 - il Quaternus eventariorum è indubbiamente fonte preziosa per la storia del Comune nel corso del XIII e XIV sec.

L’accesso all’Archivio è riservato a un pubblico specializzato previa richiesta.

Presso la sede municipale è depositata la Biblioteca del Pio Istituto Scolastico , già dei Padri Gesuiti che, stabilitisi a Bormio nei primi anni del ‘600, grazie alla donazione della nobile bormiese Caterina degli Alberti, diedero vita a un collegio per l’istruzione dei giovani; notevole il numero di volumi a stampa, volumi manoscritti e registri relativi all’amministrazione di detto Istituto ivi presente .

Di grande rilievo per la storia più recente dell’intero comprensorio comunitario è infine il patrimonio documentario proveniente dalla ex Pretura di Bormio, formalmente acquisito in quest’ultimo anno dalla Comunità Montana Alta Valtellina, che si è assunta l’onere di curarne il riordino e l’inventariazione; il fondo risulta costituito da un rilevante quantitativo di buste (ca. 480), registri, fascicoli, carte sciolte, materiale a stampa, i cui estremi cronologici vanno dai primi anni del sec. XIX ai primi anni ’60 di questo secolo. Purtroppo con poca cautela e pochissimo rispetto per la storia della sua costituzione e per il suo ordinamento originario, l’archivio, una volta rimosso dalla sua sede originaria - attuale sede della Comunità Montana Alta Valtellina - ha conosciuto vari sconsiderati spostamenti e totale è il disordine che si è venuto a creare al suo interno; si è così reso necessario e urgente provvedere al suo riordino e alla relativa sua inventariazione, al fine di valorizzarlo, rendendolo accessibile a futuri studiosi e ricercatori; va comunque tenuto presenta che la consultabilità di una parte di documentazione, in quanto archivio di un organo giudiziario e amministrativo dello Stato rimane subordinata a quanto disposto dal D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409, che ne consente l’accesso dopo 50/70 anni dalla sua emissione.

 

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